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Disegno da quando ho memoria: a tre anni avevo già una matita in mano, e da allora non ho più smesso.
Da oltre otto anni ho trasformato questa passione nel mio lavoro, lavorando come designer per realtà diverse tra Europa, Medio Oriente e Australia.
Fare il Graphic Designer, per me, è un po’ come essere un veggente e uno psicoterapeuta insieme: bisogna leggere il presente di un progetto e immaginare il futuro che può avere. Non è sempre semplice, ma mi viene naturale.
Credo nell’autenticità, nella semplicità e nella sincerità.
Sono valori che cerco di portare anche nei miei progetti, creando identità visive pulite, leggere e chiare. Penso che il mondo sia già abbastanza rumoroso, visivamente e non solo: il mio obiettivo è alleggerirlo, progettando brand che comunicano in modo diretto, elegante e senza dettagli inutili.
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